Massimo de Angelis, in arte MADMAX, nasce a Portici (Na) , nel 1972.
Inizia a dipingere, per curiosità, a fine anni ’90.
I suoi primi lavori rispondono ad esigenze arredative, e offrono all’autore una prima visibilità, con esposizioni in diversi negozi di design e con l’utilizzo di alcuni suoi lavori nelle scenografie della Soap opera “Un posto al sole”.
La curiosità diventa presto qualcos’altro, fino a diventare passione sempre più forte.
La decisione di dedicarsi principalmente alla pittura (con una formazione autodidatta) è arrivata dopo molte conflittualità, che hanno anche portato l’autore ad allontanarsi per lunghi periodi dall’arte.
Da queste vicissitudini nasce la scelta di firmare i suoi lavori, tutti acrilici su tela, con la sigla MadMax .
Attualmente l’autore abbraccia due diversi filoni pittorici.
Nel primo, definito di Design, l’autore continua a seguire quell’esigenza arredativa di cui sopra, con lavori “esteticamente gradevoli”, di matrice essenzialmente abbastanza “semplice”, che vogliono sempre però attirare un attenzione “particolare” all’interno di un contesto.
Nel secondo, invece, l’esigenza è prettamente artistica.
Anche qui Massimo de Angelis dà grandissima importanza a quello che è il valore estetico di un opera, ma la ricerca è finalizzata a suscitare una reazione nell’osservatore, una “piccola emozione”, quella stessa piccola emozione dall’autore stesso continuamente ricercata ovunque.
In questo caso la tecnica è molto più “ricercata e sperimentale”.
Ha all’attivo diverse mostre personali e collettive soprattutto a Napoli e dintorni ma anche nel territorio Nazionale.
Diversi suoi lavori sono comparsi in tv, in alcuni film ( “I Peggiori”, “Se mi lasci non vale”…), e nella serie “I bastardi di Pizzofalcone”, ed anche nella pubblicità dell’Heineken girata a casa del calciatore Marek Hamsik.
Ad un certo punto l’artista, stanco dei formati “squadrati” delle sue tele, decide di “far uscire i disegni dalle tele stesse”, per descrivere il processo con le parole dell’artista stesso, e di dedicarsi alle forme più svariate, soprattutto su legno, ma anche con l’utilizzo di materiali sempre diversificati
Abbandona e cambia anche la sua firma, ma questa, come potremmo dire, è una “storia ancora in divenire…”